Saturday 4 february 2012 6 04 /02 /Feb /2012 14:45

 

L'Artemia salina

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Ciao a tutti, viste le innumerevoli richieste e difficoltà per la schiusa delle cisti di artemia, ho pensato, su consiglio di Ernesto alias sul forum erny, di creare quest’articolo sulla base della mia amatoriale esperienza e metodologia.

Dando per scontato che i naupli di artemia risultano essere l’alimento principe per le prime somministrazioni post muco ai nostri avanotti di Discus, inserirei prima una breve descrizione dell’animaletto in questione, facendo però  una veloce precisazione, poichè ho notato che spesso vengono mal utilizzati i termini per distinguere le varie fasi di vita dell’artemia:

Cisti di  artemia:    sono le uova che si acquistano.
Naupli di artemia:  sono le cisti appena schiuse dove il crostaceo è in fase larvale.
Artemia:                   il crostaceo adulto.

L'Artemia salina è un piccolo crostaceo che vive in acqua salata.

Colonizza vari continenti, infatti è  riuscita a sviluppare un forte adattamento a condizioni di vita estreme, come ad esempio le pozze delle saline con alto grado di salinità che spesso arrivano a completo essicamento.

La sopravvivenza della specie è garantita dalla deposizione di cisti capaci di rimanere anche per diversi anni attive sino al momento in cui si ripresentano le condizioni favorevoli alla schiusa.

La riproduzione dell' Artemia salina avviene, in condizioni normali, per via anfigonica, in acqua. Quando invece il grado di  salinità supera una certa soglia (circa il 4 per mille),  avviene per  partenogenetica, con uova incistate criptobiotiche protette da  guscio isostatico rinforzato. Al di sotto del 4 per mille avviene  invece per via sessuale. In particolari casi puo' avvenire anche per via asessuata.

I naupli appena schiusi misurano circa  (5 x 1 0-4 m) e possono vivere per circa 48 ore attingendo nutrienti dal sacco vitellino.

Veniamo ora alla parte che ci interessa maggiormente: la preparazione e la somministrazione per l'utilizzo in acquariologia.

Quando iniziare la somministrazione?


Personalmente ritengo fondamentale, a partire dal 7° - 10° giorno di nuoto libero, iniziare a somministrare naupli appena schiusi agli avanotti. Il momento d’inizio somministrazione dipende molto dal numero di avanotti presenti, dallo stato di tranquillità dei genitori, dalle cure parentali prestate e soprattutto in base alla quantità di muco prodotto.
E' fondamentale somministrare i naupli entro 24 ore dalla schiusa, poichè l'altissimo potere proteico  va man mano diminuendo con la  crescita che coincide con l’assorbimento del sacco vitellino.

Come attrezzarsi


Dopo varie prove con archibugi vari ho potuto constatare, almeno per le mie personali esigenze, che il sistema migliore per la schiusa consiste in 2 bottiglie da 1/2 litro di plastica. (Sono riuscito a gestire sino a tre covate contemporaneamente).

Va tagliato il fondo delle bottiglie e vanno  poi appese capovolte. Viene forato il tappo (con punta di trapano di diametro leggermente inferiore al diametro del tubetto così che l’inserimento a sforzo garantisca una buona tenuta senza perdite) al quale si inserisce un tubicino areatore di ca. 20 cm. con alla fine un rubinettino (rubinettini da giardinaggio arancioni). Il tubetto si inserirà all'interno del foro del tappo cosi' da entrare per circa 2 cm all'interno della bottiglia.
 
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Dal rubinettino arancione,  per ogni singola bottiglia, parte un altro pezzetto di tubo areatore a scendere che si collega ad un un rubinetto regolatore multiplo d' aria e, da quest’ultimo, un tubetto singolo si collega all’ areatore sempre acceso a media forza.

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Durante il periodo invernale appendo le bottiglie al di sopra di un calorifero (distaccate circa 20 cm. Tale distanza ho rilevato essere la più corretta per mantenere la temperatura più idonea alla schiusa senza ausilio di riscaldatori addizionali). Nel periodo estivo qualsiasi posto va bene. Non utilizzo luci sopra le bottiglie per il periodo dall’inserimento delle cisti alla loro schiusa.

Preparazione e schiusa cisti

Inserire acqua tiepida di rubinetto nella bottiglia riempiendola per circa 2/3 e 2,5 cucchiaini di sale grosso non iodato precedentemente polverizzato con frullatore (in un bicchiere versare l’equivalente di 1/3 d’acqua mancante nella bottiglia  ed inserire le cisti da schiudere lasciandole circa mezz'ora  cosi’ che si reidratino, versare poi il contenuto  del bicchiere nella bottiglia in modo che si riempia quasi al colmo ed aggiungere 5 gocce  di biocondizionatore). Da questo momento dovrà iniziare l'ossigenazione che provocherà una sorta di ribollio all'interno della bottiglia.

Dopo  24 ore circa le cisti inizieranno a  schiudere e si potrà iniziare a prelevare i naupli.
In questo momento si deve avviare la 2° bottiglia così da avere continuità per il giorno successivo e via via di giorno in giorno.

Prelievo e somministrazione.

Chiudere il rubinetto arancione  nella bottiglia da cui si deve prelevare, successivamente staccare il tubetto.
Una volta staccato, attaccare un tubetto sufficientemente lungo per arrivare nel contenitore trasparente sottostante.

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Aprire il rubinetto arancione e far defluire tutto il contenuto della bottiglia nel contenitore sottostante, posizionare 1 led sul fianco del contenitore ed  attendere 15/20 minuti. Molto utile che la stanza risulti completamente al buio.

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Allo scadere dei 15/20 minuti si potrà notare, essendo i naupli fotosensibili, in prossimità della fonte luminosa un brulicare di naupli appena schiusi. Con una siringa con tubetto di prolunga prelevare dal centro della concentrazione  la quantità necessaria per la singola somministrazione e svuotarla nel setaccino per essere sciacquata dal sale sotto acqua corrente con un filo d'acqua di rubinetto. Successivamente aspirare con un a siringa con prolunga i naupli dal setaccino.
 
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(Nel contenitore i naupli si possono lasciare, per eventuali successivi prelievi/somministrazioni, sino a 4 ore senza moria degli stessi. Oltre le 4 ore meglio reinserire l’intero contenuto del contenitore nella bottiglia riavviando l’areazione. Per prelievi successivi ripetere lo svuotamento della bottiglia nel contenitore seguendo la precedente procedura).

Ogni bottiglia consente grossomodo 5 o 6 somministrazioni, ma questo dipende dalla quantità di cisti  inserite.
La quantità da me utilizzata è  l’equivalente che vedete nella foto a seguire in cucchiaino da caffe.
 
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Riavvio bottiglia dopo esaurimento


Una volta esauriti i naupli schiusi, sciacquare bene la bottiglia sotto acqua corrente e riavviare come sopra descritto; quando si riavvia sarà comunque pronta la bottiglia avviata il giorno precedente riuscendo a garantire continuità nell'alimentazione degli avanotti.

Dopo qualche pasticcio nato da confusione su quale fosse la bottiglia pronta e ritrovatomi con sole cisti anziché naupli appena schiusi, ho risolto  il problema agganciando una molletta per panni di color  verde sulla bottiglia matura. Sembrerà una banalità ma quando in entrambe le bottiglie ci sono le cisti ed una soltanto con i naupli... ogni tanto ci si confonde. Bisogna solo ricordarsi il giorno dopo di invertire la molletta sulla bottiglia…

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Mi auguro possa essere d’aiuto e soprattutto sufficientemente chiaro, in caso contrario sarò lieto cercare di chiarirvi eventuali ulteriori dubbi.
 
Un’ultima cosa, la somministrazione…, ben al centro dell'auspicabile numerosa nuvoletta!

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Un saluto a tutti gli appassionati,
                                                                     Marco Ghirardi, alias Tmarx.

Articolo pubblicato su www.discuspassion.net

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Sunday 2 october 2011 7 02 /10 /Ott /2011 18:59

Una serie di filmati, preparati per la manifestazione Internazionele "Napoliaquatica",  che riassumono parte di quanto fatto da Tmarx (Marco Ghirardi) durante lo scorso anno.

 

 

Le foto:

 

 

   

 

Filmato dei Wild Red Rio Trombetas:

 

 

   

 

Filmato storia riproduttiva coppia di Alenquer:


 


 

 

Filmato riproduzione coppia di Super Eruption:


 


 

 

Filmato riproduzione Blu Diamond:

 

 


 
Filmato vasca di accrescimento da 350 litri:

 

 


 

 

                         Spero non avervi annoiato troppo.  Tmarx (Marco Ghirardi)


 

 

 

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Friday 30 september 2011 5 30 /09 /Set /2011 19:27

Il 23-24-25 settembre 2011 si è tenuto a Napoli il concorso Internazionale al quale ho partecipato con tre esemplari nella categoria Wild Brown:  il primo a sinistra (vincitore del secondo posto) e gli altri due in primo piano nella foto a seguire che li ritrae in vasca con alcuni compagni di branco.

 

 

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Di seguito un breve filmato al momento della premiazione:

 

 

L'ambito trofeo:
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Un'altra panoramica della vasca di allevamento
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e due foto in primo piano del 2° classificato:

 

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Tmarx (Marco Ghirardi).

 

 

 

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Tuesday 28 december 2010 2 28 /12 /Dic /2010 14:15

         Vasca accrescimento Tmarx

 

Panoramica-copia-1

 

L’avevo sentito, l’avevo letto, ma non credevo fosse possibile.

Invece la "febbre" da Discus è davvero molto contagiosa!

La vasca, la sesta attualemente in funzione, è stata realizzata come accrescimento per i piccoli dischetti nati, frutto di precedenti riproduzioni che necessitano sempre più di vasche con un litraggio adeguato. 

Le sue misure sono tali da consentire l’ultimo passaggio, il terzo, dalla nascita sino al completo sviluppo. 

L’acquario l’ho recuperato usato da un amico ed era completo di mobile. Purtroppo però per essere autorizzato alla sua installazione in casa, ho dovuto eliminare il mobile, poco gradito, sostituendolo con struttura in alluminio su misura poi chiuso con ante e pannelli in acciaio da me adattate alla struttura. 

 

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2-copia-1

 

Considerati gli importanti cambi d’acqua necessari ad un corretto accrescimento, ho provveduto a forare il più in alto possibile  il vetro laterale così da poter prevedere un tubo di scarico a tracimazione che si va a collegare allo scarico già esistente dell’acquario. 

In questo modo riesco ad effettuare i cambi d’ acqua automatici utilizzando l’ingresso d’acqua della vasca principale sdoppiato per l’esigenza. (Ho lasciato anche un tubo aperto libero così da poter scaricare direttamente l’acqua delle sifonature. Il tubo in verticale lo scarico del 500 litri, quello che scende in orizzontale quello della vasca di accrescimento).  


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Vediamo ora nel dettaglio le varie caratteristiche: 

Installazione 

Effettuata il 01.11.2010

Utilizzando parte del materiale maturo del filtro interno della vasca principale

Inserito 200 litri della vasca principale e la restante osmosi + prefiltrata 

Misure 

120 x 50 x 55

Spessore vetri cm. 1

Vasca realizzata dalla Aquatlantis 

Cambi acqua 

Al momento in accrescimento è previsto un cambio giornaliero comandato da timer pari a ca. 40 litri (20+20) su due fasce orarie.

Inoltre viene effettuato un cambio settimanale pari ad 1/3, il giorno prima di tale cambio viene inserito del blu di metilene nella misura di ca. 2 cucchiai da minestra.

Valori acqua immessa:

PH7 - KH 5 - uS 500 - T (di rete).

I cambi vengono effettuati con l’ausilio di un impianto osmotico a doppia membrana  collegato con un  altro impianto di prefiltrata e un regolatore di pressione così da poter impostare i valori desiderati; il tutto è posizionato sul terrazzo.

L’impianto gestisce i cambi sia per questa vasca che per l’acquario principale (500 litri)

L’ingresso dell’ acqua in prossimità delle vasche, installate una a fianco all’altra, è stato sdoppiato così da poterle gestire separatamente.

All’uscita di ognuna è stato previsto un rubinetto in modo da poter regolare l’acqua desiderata da immettere.

 

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Considerata l’esigua quantità di cambio d’acqua giornaliero ed il minimo sbalzo termico non mi preoccupo né di  preriscaldare quella in ingresso nè di stabularla. 

Sistema filtraggio 

Affidato a due filtri:

il primo, interno, previsto dalla casa a 3 scomparti pari a litri 15 ca. (35 x 40 x 11) caricato con lana/spugna/cannolicchi/lana con pompa regolata a ca. 350 l/h;

il secondo, esterno, un Eheim 2028 caricato con spugne in dotazione, Eheim Ehfilav e cannolicchi.

La mandata del filtro interno è sdoppiata su due uscite poste in prossimità dei due vetri laterali, quella dell’Eheim è sdoppiata in modo da garantire il flusso ad una spry-bar e ad un tubo direzionato in modo da movimentare il fondo vasca. 

Areazione 

Garantita da areatore Eheim 2 vie 400 l/h in funzione 24 ore al giorno a potenza massima.

Riscaldamento 

Riscaldatore 200 W posto nel primo scomparto del filtro interno. 

Illuminazione 

1 lampada T 8-  30 W – 10.000 Kelvin in funzione 12 ore al giorno dalle 11,00 alle 23,00 

Arreadamento 

Il fondo è stato realizzato con 40 kg. di sabbia bianca fine.

Radici di mangrovia

Foglie di Katappa

Sfondo con cannetta di bambu’ fine di color marrone scuro

 

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Inizialmente, considerata la necessità di effettuare continue sifonature per garantire condizioni igieniche ottimali, ero molto dubbioso sull’inserire o meno  sia la sabbia che le radici. A due mesi dall’avvio devo dire che  la loro presenza non è penalizzante o perlomeno che è  maggiore la soddisfazione del risultato estetico finale, infatti, almeno per ora…, posso considerare questa vasca  la più gradevole da osservare. 

Ospiti 

Sono tutti uguali… o quasi! 

Circa 25 Alenquer di 2 covate nate a fine maggio e fine giugno 2010.

1 Alenquer x Virgin Red F3 (la mamma)

1 Alenquer F2 femmina

2 RT nati  metà settembre (piccoli orfani sia di madre che di padre)

10 Corydoras Albini

3   Corydoras Black Venezuela 

 

Un po’ di foto 

 

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Verso metà gennaio sarò costretto, mio malgrado, a darne via una quindicina così da poter inserire circa 15 Green x Leopard F 2 e 10 Alenquer frutto di una schiusa in comunità, occasione in cui  trasferii coppia e radice  substrato di deposizione nel cubo.

 

la mamma… e la zia.

 

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e gli altri ospiti:

 

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Alimentazione

Sei volte al giorno granulato misto a spirulina in scaglie grazie a mangiatoia automatica Eheim Twin

2 somministrazioni manuali a rotazione trà i seguenti mangimi:

Granulato di 3 marche differenti + granulato all’aglio

Fioccato artigianale

Spirulina fiocchi 3 marche

Chironomus liofilizzato 2 marche

Tubifex liofilizzato 2 marche

Artemia liofilizzata 2 marche

Chironomus congelato da vivo

Vitamine artigianali e

 

d un piccolo video 

http://www.youtube.com/watch?v=Pcl1YLxZMHw

 

Mi auguro di non avervi annoiato troppo, un saluto a tutti.

  

 

 

 

                                                                           Marco Ghirardi (Tmarx)

 

 

 

 

 

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Saturday 25 december 2010 6 25 /12 /Dic /2010 08:53

 

IL SALE

GROSSO NON IODATO

(Il rimedio Natutale)

 

 

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Credo sia la speranza di tutti poter avere Discus belli  sani che nuotano spensierati nelle nostre vasche.

Tutti sempre molto attenti alle condizioni chimiche, all’alimentazione ed essere aggiornati sugli ultimi ritrovati che il mercato offre. 

Cassette pronto soccorso sempre piene, pronte  per esser utilizzate al minimo sintomo di presunto malessere.

Spesso interveniamo precipitosamente senza aver ben chiaro il vero motivo di una presunta situazione di disagio.

Così a volte rischiamo, al posto di migliorare la situazione, di peggiorarla. 

Resto dell’idea che meno si pasticcia e più si è regolari nella gestione ordinaria, maggiori saranno le soddisfazioni a favore di un benessere generale della nostra vasca e dei nostri beniamini. 

Credo non sempre siano necessari, laddove si riscontri situazione di malessere, medicinali invasivi, a volte la risposta, almeno in taluni casi, la abbiamo in dispensa. 

Si chiama sale, comunissimo sale grosso NON IODATO. 

Prima di entrare nel dettaglio dell’utilizzo in acquariologia, un velocissimo cenno storico prima ed una spiegazione scientifica dopo. 

 

Il sale nella storia 

Sin dall’antica Grecia il sale era considerato un vero toccasana, ritenendolo riemdio efficace per molteplici patologie.  

I veri fautori dell’utilizzo quale curativo furono senza dubbio i medici ippocratici i quali fecero largo uso della sostanza per curare ulcerazioni gravi, malattie della pelle, per infezioni delle vie respiratorie, quale espettorante, per infiammazioni della laringe, favorire le escrezioni, favorire la digestione  e molte ancora.

Sin dal 1600 anche i cinesi erano soliti polverizzare spugne marine contenenti sale per la cura di quella che oggi viene definita tiroide. 

Senza dubbio l’acqua salata disinfetta ed aiuta la cicatrizzazione, credo chiunque abbia provato almeno una volta, la differenza di cicatrizzazione che una ferita presenta se a contatto con l’acqua marina. 

Nella storia venne utilizzato, vista la valenza non solo terapeutica, anche come conservante per lo stoccaggio del cibo  oltre che per l’uso comune alimetare, metodi  ancora oggi attuali. 

Divenne moneta di scambio e nacque un vero e proprio commercio per favorirne la  distribuzione, in Italia molteplici furono le strade costruite attraverso l’Appennino e dalle zone collinari verso il mare. 

La loro realizzazione parti dal medioevo e sino al XV secolo ci si prodigò per realizzarne  di nuove e migliorare le esistenti. Il fenomeno non fu solo italiano, possiamo tranquillamente affermare che moltissimi popoli cercarono sbocchi al mare per reperire la miracolosa sostanza. 

Nacque un fiorente commercio e molte zone marittime si svilupparono proprio grazie a questo fattore, moltissime ancora oggi le saline antiche visitabili. 

Dopo questo breve cenno storico inizierei a parlarvi dell’aspetto scientifico reso possibile grazie all’apporto di Carmine alias xiphiasgladius85

 

La scienza

Il sale comune è il principale costituente dell’acqua marina ed è il responsabile dei processi fisiologici di tutti gli esseri viventi;  tanto per citarne qualcuno, regola i processi osmotici e le attività del sistema nervoso con le annesse connessioni nervose.

E’ costituito prevalentemente da cloruro di sodio la cui formula bruta o molecolare  è NaCl ; ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio.

Non è una molecola ma un composto ionico,  quindi gli ioni di cui è composto il cloruro di sodio sono ioni Sodio (Na+) e ioni Cloro    ( Cl- ) organizzati in una struttura tridimensionale detta reticolo cristallino

 

 

 

 

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Ciascuno ione sodio è circondato da 6 ioni cloruro e ciascun cloruro è circondato da 6 ioni sodio.

Poiché ogni ione è circondato da molti ioni di carica opposta, ciascuno ione  è trattenuto abbastanza saldamente nella sua posizione .

Tuttavia si può sciogliere facilmente in acqua, perché ogni molecola d’acqua può attrarre uno ione positivo (sodio) verso la sua estremità negativa e uno ione negativo (cloruro) verso la sua estremità positiva; in questo modo gli ioni sono liberi di muoversi nella soluzione e sono uniformemente dispersi entro la soluzione.

Per questo motivo viene usato nei modi più disparati: dalla cucina alla conservazione, in medicina e come antiparassitario in alcuni prodotti;  infatti trova impiego anche in acquariofilia e, a seconda delle concentrazioni è un ottimo curativo, soprattutto se alcune malattie sono nei primissimi stadi di sviluppo.

 

Patologie ove efficace:

 

Protozoi del tipo: Tricodina, Chilodonella, Costia (Ichtyobodo),

Micosi generate d:a Saprolegnia, Achyla e Dictyuchus

Batteriosi leggere che causano occhio opaco, sfrangiamenti e ferite superficiali.

                                                

 

L’ uso in acquariologia 

Proseguiamo ora,  esponendovi sulla base di esperienze personali, l’utilizzo  e le varie modalità d’impiego. 

Prima di analizzare ogni singola voce, vorrei fare una precisazione, il sale può essere considerato un primo ottimo aiuto all’insorgere di patologie o problemi vari, essere considerato si un blando rimedio, ma anche ottima soluzone naturale in varie circostanze a patto di tempestivo e preventivo intervento. 

Posso tranquillamente affermare che pochissimi sono i medicinali chimici da me utilizzati, un occhio attento può intuire l’inizio di situazioni a rischio ed in tal caso il sale diventa spesso ottimo rimedio naturale. 

Abbinato poi ad un’attenta ed accurata gestione, prerogativa essenziale, consentirà soddisfazioni che vanno spesso al di la delle aspettative iniziale mosse spesso, soprattutto all’inizio, da paure infondate sulla difficoltà di allevamento dei Discus.

 

Disinfettare gli attrezzi 

Per qualche periodo ho utilizzato questo sistema con buoni risultati  per disinfettare gli attrezzi dedicati alla vasca a cui erano poi destinati.

 

Aprirei qui una piccola parentesi, è molto importante che tutti gli attrezzi (retini, tubi, forbici pinzette ecc.) utilizzati per una vasca restassero ad uso esclusivo della stessa. L’utilizzo promisquo infatti aumenta esponenzialmente il rischio di possibili trasmissioni di patologie da un acquario all’altro.

In un recipiente a parte inserire 10 gr/litro di sale grosso NON IO DATO, sciogliere bene e lasciare a bagno tutti gli strumenti per non meno di 30 minuti. Risciacquare poi abbondantemente. 

Di recente ho sostituito il sale con un cucchiaio di comunissima candeggina non profumata, oltre che per maggior semplicità d’utilizzo, anche per seguire i consigli ricevuti sulla maggior valenza di effetto diinfettante. Molta più attenzione a fine bagno nel sciacquare le attrezzature.

 

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Quarantena

Soprattutto quando abbiamo una vasca già ben avviata ed intendiamo inserire l’ultimo stupendo esemplare del quale ci siamo invaghiti presso il nostro negoziante di fiducia, nasce o sarebbe meglio nascesse da subito, la paura su possibili reciproche trasmissioni di patologie nel momento dell’inserimento in comunità.

Presi dal desiderio di veder subito nuotare il nostro stupendo ospite,pensiamo al trasporto, all’ambientamento graduale, ai valori di provenienza e destinazione, ma raramente purtroppo a quali potrebbero essere le conseguenze nell’inserimento senza le debite precauzioni.

 

In questo caso il sale può esser un valido alleato, vediamo come.

In un recipiente a parte poniamo il nuovo soggetto con l’acqua di trasporto.

 Effettuiamo il normale graduale adattamento aggiungendo l’acqua di destinazione. (io effettuo 3 cambi di 1/3 d’acqua a distanza di 5/10 minuti una dall’altra)

 Una volta adattato il pesce, anziché trasferirlo in vasca assieme agli altri ospiti inseriamo una percentuale pari a 10 gr/litro di sale grosso NON IODATO con l’ausilio di una bottiglia (precedentemente sciolto il sale  in una bottiglia da 1 litro).

 Lasciare il soggetto nella soluzione salina per 3/5 minuti

 Trasferire il soggetto in comunità senza particolari riadattamenti. 

 

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Stesso trattamento può essere effettuato nel caso di trasferimento coppia nel cubo da riproduzione quale prevenzione su possibili patologie, soprattutto branchiali, trasmissibili poi agli avanotti.

Questo sistema regolarmente da me utilizzato, prese spunto da quanto reso noto nelle pubblicazioni del Dott. Untergasser. 

Sostanzialmente esistono due possibili modalità d’intervento, il bagno prolungato in comunità ed il bagno breve separato.

Personalmente ho sempre preferito effettuare bagni brevi da ripetersi per tre giorni così da evitare possibili sbalzi del chimismo in vasca deleterio oltre che per i soggetti sani anche per la vegetazione presente; in alternativa bagni prolungati ma in vasca separata.

 

Bagno breve

 

Trasferire il pesce in vasca separata con acqua di provenienza ed aggiungere 10 gr/litro x 10/15 minuti

(come per la quarantena, trasferire il soggetto in vasca separata ed immettere circa 1 litro da bottglia ove precedentemente sciolto il sale) Dopo il trattamento è possibile reinserire direttamente il pesce in comunità  senza particolari ambientamenti. Non è necessaria porosa.

 

 

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Bagno prolungato

Il bagno prolungato può essere effettuato sia in vasca separata (consigliato) che nella vasca di comunità.

 2 gr/litro (dopo 5 giorni cambio 1/3 acqua con quella di provenienza - dopo altri 5 giorni ancora sostituzione 1/3 e dopo 5 giorni trasferimento in acquario). Areare abbondantemente. 

 

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Riproduzione

Come visto in precedenza è buona norma effettuare un bagno preventivo ai riproduttori prima di esser trasferiti nel cubo per prevenire possibili trasmissioni di patologie agli avanotti. 

A volte però ciò può non esser sufficiente, proprio recentemente mi son trovato purtroppo, a 15 giorni dal nuoto libero, ad affrontare una moria per branchiali di circa 40 avanotti nel giro di 48 ore. 

Per far fronte al problema ricorsi proprio al sale grosso non iodato nella misura di 2 gr/litro, di seguito le modalità. Visto l’eccellente risultato, testato poi anche successivamente sia personalmente che da Alessandro alias SSUPERPIPPO, tale soluzione è divenuta regola nelle successive riproduzioni.

 

Da” Storia di una riproduzione” visibile in Home page:

 http://www.discuspassion.net/content/view/369/1/

 

Purtroppo ho avuto un grave problema intorno al 15° giorno dall’inizio del nuoto libero, circa una quarantina di perdite nel giro di 48 ore.

Inspiegabile inizialmente, ho pensato potesse trattarsi di selezione naturale, ma c’era qualcosa che non mi convinceva; ho notato che appena dopo la somministrazione di artemia si portavano in superficie, la livrea diventava molto chiara e nel giro di un’ora morivano.
Consigliatomi con un amico esperto del settore siamo arrivati a conclusione che si trattasse quasi certamente di problema ai branchiali, questa la soluzione:
 

Cambio 30% acqua cubo ed inserimento 2g litro sale grosso non iodato

Azionamento  porosa in vasca al massimo  e + 1°T
Cambi giornalieri successivi del 20%

Le morie si sono interrotte ed i valori nel cubo sono arrivati a: 

PH 7,5
KH 4
uS 1.500…

Valori elevatissimi a cui gli avanotti si son adeguati senza alcun problema; da questo momento in poi non c’è più stata nemmeno 1 perdita ed i valori si sono pian piano riallineati.

 

 

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Ultimo, ma non per questo meno importante utilizzo del sale grosso non iodato, è per l’abbattimento immediato dell’avvelenamento da nitriti. 

Pur nella convinzione che il  miglior rimedio per tale problematica sia un cambio totale d’acqua, nel caso non fosse possibile, ecco come intervenire con il sale.

Il  nitrito è tossico a tutti i Ph poichè entra in competizione con l'ossigeno presente nell'emoglobina modificandola e rendendola del tutto incapace di trasportare ossigeno con la conseguente morte del pesce in tempi molto brevi.


Uno dei  rimedi per ridurre nell'immediato la tossicità del nitrito è aggiungere del comune sale da cucina grosso non iodato all'acqua (1 gr/litro), Il  cloruro infatti riesce a rimodificare molto velocemente l'equilibrio dell' emoglobina ed a riportare il pesce alle normali funzioni e... finalmente a respirare...  Poi bisognerà ovviamnte andare alla radice del problema.
 

Si può anche ovviare a tale problema aggiungendo del Blu di Metilene che, grazie alla sua azione antimetemoglobinemico, contrasta molto velocemente questo tipo di intossicazione. (le percentuali/litro sono variabili in base alla percentuale di purezza del blu di metilene a disposizione).

 

Il sale grosso NON iodato  (lo shock osmotico) 

Premetto che non sono un’esperto, spero quindi che questa semplice spiegazione scientifica possa comunque farvi capire come il sale grosso NON iodato agisca sull’organismo per ottenere effetti benefici. 

Il sale riesce a garantire buoni risultati sfruttando quello che viene denominato shock osmotico, ma di cosa si tratta? 

Cominciamo col dire che anche nei Discus, come in tutti gli esseri viventi, all’interno dei tessuti è presente una percentuale più o meno alta di acqua  nella quale ovviamente è disciolta una percentuale di sali (è scientificamente provato che l’acqua tende a trasferirsi laddove vi è una maggior concetrazioni di Sali).

Per i Discus, così come per tutti i soggetti acquatici in genere, è chiaro come tale fenomeno possa divenire assai delicato vivendo immersi nell’acqua. (acqua in esterno, acqua all’interno dei tessuti). Un continuo scambio che viene definito osmoregolarizzazione

Una stabilità di valori dell’acqua garantisce uno scambio interno/esterno regolare mantenendo in buona salute il pesce ed in equilibrio metabolico.

Ecco perché è di fondamentale importanza una stabilità di valori soprattutto relativamente a uS e KH. 

Agendo però su questi valori inserendo il sale grosso NON iodato, avremo un repentino aumento soprattutto dei uS, “romperemo” l’equilibrio osmotico inducendo i liquidi all’interno di organi e tessuti dell’esemplare a modificarsi alla ricerca di una nuova stabilità. Indurremo uno scambio dall’interno verso l’esterno dato che, come abbiam detto in precedenza, l’acqua più povera di sali è attratta verso quella più ricca in esterno. 

Con questa “fuoriuscita” però il pesce non elimina solo acqua, infatti al suo interno sono presenti anche quei microrganismi responsabili del malessere del pesce che ci ha indotto al trattamento. 

Tale processo di scambio viene definito shock osmotico. 

Da dire inoltre che proprio per come strutturati metabolicamente, molti organismi responsabili di malattie, non hanno un sistema di regolazione osmotica così ben strutturata, ovvie quindi le conseguenze a cui vanno incontro con un repentino sbalzo osmotico dato dall’utilizzo del sale grosso NON iodato. 

Un’importantissima raccomandazione, NON utilizzate altri tipi di sale, SOLO grosso NON IODATO, spesso per la raffinazione  vengono utilizzati processi e sostanze assai dannose che se immesse in acquario portano a  conseguenze molto gravi. 

Spero che la lettura di quest’articolo possa esservi d’aiuto, un saluto a tutti.    

 

 

 

L' articolo è stato citato  su "il Venerdi di Repubblica" del18.02.2011

   

 

                                                                                                         

                                                                          Marco Ghirardi (Tmarx)

 

 

 

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Thursday 23 december 2010 4 23 /12 /Dic /2010 23:09

Storia di una riproduzione

 

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Ciao, credo sia un po’ il sogno di tutti quando decidiamo di avvicinarci a questo fantastico hobby quello di riuscire a riprodurre i nostri pesciolini,  ancor più quando i nostri ospiti sono Discus, pesci che riescono a regalare, soprattutto nella fase riproduttiva, emozioni impareggiabili. 

Se da una parte  questo desiderio è appagare la nostra soddisfazione personale e riuscire a sfatare un luogo comune sulla difficoltà di allevamento di questo pesce, dall’altra, a mio avviso la più importante, è quella d’esser stati sufficientemente rispettosi a quelle che sono le esigenze/condizioni ottimali dei nostri amici pinnuti. 

Anch’io dopo 30 anni di acquari e successi  riproduttivi di  varie specie mi son sentito maturo per affrontare questa nuova sfida ed  ho iniziato a documentarmi al meglio circa le corrette procedure da seguire.

Ritengo questa fase fondamentale per poter poi riuscire al meglio nel progetto (Forum, testi, internet o amici/esperti del settore) facendo però molta attenzione alle fonti a cui attingiamo; credo infatti che la globalizzazione informativa possa esser una lama a doppio taglio: fare molta attenzione a dove e con chi ci stiamo confrontando e magari non far nostri consigli improvvisati, errati e superficiali che potrebbero quale unico risultato portarci, nella migliore delle ipotesi, a fallimenti e delusioni.

Dopo questa breve premessa inizierei in modo schematico a raccontarvi passo passo tutta la mia esperienza che mi ha portato ad un successo che va ben oltre le mie aspettative iniziali, mai avrei creduto, praticamente al primo tentativo. di riuscire nel progetto con 127 fantastici avanotti ormai a più di un mese di vita.

Ci tengo a precisare che non sono assolutamente un esperto del settore, solo un appassionato con tanti anni di esperienza in quest’hobby; quest’articolo vuol esser quindi unicamente un racconto della mia esperienza. 

Premesso che,  a causa dai valori non adatti dell’acqua, degli antagonisti in vasca e della difficoltà poi a gestire le cure parentali da parte dei genitori, è molto difficile  riuscire ad ottenere successi riproduttivi nella acquario di comunità, iniziamo proprio dalla scelta della vasca da riproduzione e del suo avvio.

 

Preparazione Vasca 

Si può tranquillamente affermare che la vasca tipo più idonea per la riproduzione è 50x50x50, il cosidetto cubo.

Non avendo a disposizione il classico cubo si può utilizzare, come nel mio caso, anche un vecchio acquario; io ne avevo uno a disposizione dove le misure effettive sono 55x40x30 (30 è l’altezza della colonna d’acqua effettiva) e visti i risultati finali direi che le misure della vasca possono essere abbastanza relative anche se non andrei al di sotto dei 70 litri effettivi.

Il filtro da me utilizzato è un interno a tre scomparti 10x40x30, possono però andar bene anche filtri  interni ad immersione o esterni, anche se ritengo in assoluto l’interno a scomparti il migliore, sia per versatilità di utilizzo che per potere filtrante.

Come sapete è molto importante rivestire le pareti laterali della vasca in colore chiaro (bianco o azzurro parrebbero i più indicati) per rendere l’ambiente il meno possibile stressante per la coppia oltre ad eliminare qualsiasi superficie di colore scuro.

Infatti gli avanotti, una volta iniziato il nuoto libero, vengono attratti proprio dalla livrea scuritasi dei genitori per attaccarvicisi ed alimentarsi del muco prodotto. Ovvio quindi che qualsiasi richiamo scuro all’interno vasca potrebbe disorientare gli avanotti creandogli problemi d’alimentazione proprio nei primi periodi di vita dove il muco dei genitori è di vitale importanza visto l’alto potere proteico e di  anticorpi contenuto.

Oltre a dover rivestire i vetri laterali e posteriore mi son trovato anche a dover risolvere il problema di schermare il divisorio del filtro interno realizzato, come spesso avviene in molti acquari, in vetro nero… La soluzione da me utilizzata si chiama forex di color bianco, materiale plastico atossico facilmente modellabile e tagliabile con estrema facilità con il semplice utilizzo di un taglierino (il forex inoltre se preriscaldato con l’ausilio di un phon per capelli può esser modellato a piacimento dandogli le forme desiderate).

Molto importante anche coprire i tappi di aspirazione del filtro per far si che le codine non vengano aspirate al suo interno: io ho utilizzato materiale plastico a maglia molto fine tipo zanzariera, all’occorrenza vanno benissimo, in base alla conformazione del tubo o fori di aspirazione, delle spugne per filtro.

Avvio vasca 

Ho utilizzato per l’avvio un sistema ormai stracollaudato negli anni:  ho riempito il cubo con acqua della vasca principale ed ho utilizzato parte del materiale di uno dei suoi filtri (purchè ben maturo); dopo un paio di giorni ho inserito 3 pesciolini (1 scalare e 2 platty)  alimentandoli normalmente. In questo modo si ottiene la piena maturazione della vasca in massimo 15 giorni avendo un filtro già allenato a carichi di lavoro consistenti che non avrà problemi a sopportare il carico organico a cui verrà sottoposto soprattutto quando si inizieranno ad alimentare gli avanotti (momento a mio avviso più delicato e con maggiori rischi di tutta la procedura, ma lo vediamo in seguito). 

Trascorsi i 15 giorni, o comunque la maturazione effettiva del filtro, procedere con un cambio totale dell’acqua utilizzando quella dove si trova la coppia, ed effettuare il trasferimento. Non è necessario nessun tipo di acclimatamento lento e graduale della coppia, basta spostarla dall’acquario al cubo, tanto i valori sono identici.

All’avvio del cubo ed anche al momento dell’inserimento della coppia non è necessaria la presenza di una porosa, mi son limitato a fissare il tubo di mandata del filtro fuori dalla superficie dell’acqua in modo da creare un piccolissimo getto a cascata in superficie senza generare turbolenze interne che potrebbero compromettere la fecondazione da parte del maschio delle uova.

Lo sperma del maschio infatti resta attivo per pochi secondi ed eventuali correnti interne non faciliterebbero il processo di fecondazione (se come nel mio caso si ha la fortuna di assistere alla deposizione che generalmente avviene appena prima dello spegnimento delle luci è consigliabile interrompere per circa 1 ora, tanto dura generalmente la deposizione/fecondazione, la mandata del filtro).

Nella prima foto il cubo durante la maturazione, nella seconda un cubo realizzato successivamente con rivestimento interno in forex.

 

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Scelta coppia

 

La piena maturazione sessuale si può intendere generalmente intorno ai 12 mesi di vita per la femmina ed i 18 per il maschio. 

E’ sconsigliabile tentare riproduzioni prima della piena maturità, pena scarsi successi riproduttivi e ben più gravi rallentamenti nel completamento della crescita degli esemplari. 

Se abbiamo la fortuna di avere a disposizione una coppia formatasi naturalmente in vasca che sia riuscita a mostrarci già delle codine o di aver acquistato una coppia riproduttrice certificata siamo già molto avanti. 

In caso contrario è sempre consigliabile lasciar deporre in comunità la coppia almeno 5 o 6 volte per farla affiatare e far in modo che si affinino le cure parentali.

Non è raro il caso di “accoppiamento” tra due femmine con relativa deposizione e naturale fallimento del processo riproduttivo.

Generalmente nella fase di maturazione della coppia, se siamo abbastanza attenti nell’osservarla, ci accorgeremo come di volta in volta nel susseguirsi delle deposizioni il comportamento dei soggetti si modifica aumentando sempre più il periodo di sopravvivenza delle uova prima d’esser mangiate dai genitori o ammuffire. 

Può esser consigliabile nell’acquario di comunità, nel caso i genitori divorino le uova,  apporre attorno ad esse una rete protettiva per preservarle; questo consente nella maggior parte dei casi di verificarne l’effettiva fecondazione, di veder qualche codina ed aver così la certezza di esser davanti ad una coppia a tutti gli effetti. 

Io son partito avvantaggiato avendo a disposizione una coppia certificata che già aveva mostrato qualche codina in 2 precedenti accoppiamenti.

 

Ecco la coppia trasferita all’interno del cubo.

 

 

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Preparazione coppia

 

La preparazione della coppia ritengo sostanzialmente possa dividersi in due fasi distinte, l’alimentazione e la prevenzione alle malattie trasmissibili agli avanotti.

 

Alimentazione

L’alimentazione della coppia prima del trasferimento nel cubo è fondamentale e dev’esser molto proteica  senza dimenticarsi una buona dose vegetale.

Personalmente per tutto il periodo di preparazione (circa 15 giorni) e sino al nuoto libero ho alimentato la coppia quotidianamente con tubifex e chironomus vivo,  spirulina in fiocchi vitaminizzata, frutta e zucchine.

Vista la non facile reperibilità del vivo può andar bene, in ordine di priorità, anche liofilizzato arricchito di vitamine o surgelato. 

Prevenzione malattie

Io non ho effettuato nessun tipo di trattamento preventivo, questa scelta è però stata probabilmente causa di una moria di circa 40 avanotti in 48 ore intorno al 15 giorno dal nuoto libero causata da parassiti ai branchiali trasmessi dai genitori (i dettagli successivamente)

Vi elenco invece di seguito quelli che sono i trattamenti che alcuni allevatori effettuano prima dell’inserimento di una coppia nel cubo:

 

Avvio cubo:
Riempire con acqua rubinetto e 1/2 bicchiere candeggina (far girare per 2 ore le pompe), nel cubo dovranno esser già presenti tutte le apparecchiature/strumenti definitivi.
Sciacquare abbondantemente più volte. Immergere in acqua anche tubi per cambi - rubinetti-retini ecc. ecc. che poi dovranno esser utilizzati per esclusivo utilizzo del cubo).Sciaquare bene più volte.

Riempire il cubo con acqua della vasca della coppia

Utilizzare possibilmente come materiale filtrante parte del filtro della vasca 

Far girare il cubo con luci accese fino a maturazione.

Dopo 15 giorni dall'avvio del cubo isolare la coppia in vasca di 50 litri riempita sempre con acqua della vasca con valori uguali; attendere che si ambienti e si alimenti.

"Pulizia" coppia

Flagellati:
Una volta ben ambientata inserire 250 mg Flagyl ed aumentare + 3 Temperatura; dopo 3 giorni sostituire 1/2 acqua (sempre utilizzando quella della vasca di provenienza) e reintegrare il Flagyl in proporzione. Dopo 3 giorni sostituire completamente l'acqua (sempre acqua vasca) Bisogna avere l'accortezza al 5° giorno di fare in modo che la temperatura torni gradualmente ai normali valori.

Attendere 2 o 3 giorni che la coppia si stabilizzi.

Vermi branchiali:

Inserire Camacell (1 compressa x 50 litri) lasciando la temperatura invariata, dopo 3 giorni sostituire 50% acqua (sempre quella di vasca) e reintegrare con 50% di pastiglia e lasciare per altri 3 giorni.

Quando si effettua il cambio del 50% acqua sostituire completamente l'acqua del cubo utilizzando quella di vasca.

Al 6° giorno trasferire la coppia "pulita" nel cubo ed iniziare le procedure per l'accoppiamento.

Personalmente ritengo tali procedure eccessive se, come nel mio caso, si vuole affrontare quest’esperienza da semplice hobbysta, altro discorso se invece viene affrontato professionalmente; ho pensato comunque inserire  queste procedure e lasciare poi la scelta a  voi

su come procedere.

 

Trasferimento

Se come nel mio caso avete avviato il cubo utilizzando l’acqua della vasca da dove provengono i pesci non sussistono particolari problemi di acclimatamento, un giorno prima del trasferimento nel cubo ho provveduto ad effettuare un cambio acqua del 100% così da avere valori identici (magari il cambio lo si può programmare in concomitanza al cambio della vasca principale così da averne un doppio beneficio…)

 

Valori al momento del trasferimento:

PH   6,7

uS   280

KH     5

 

NO3 15

NO2   0     Questi ultimi 3 valori rimarranno invariati per tutto il periodo successivo

    29

 

Adattamento valori cubo alla riproduzione

 

Farei una piccola premessa circa i valori ottimali per la riproduzione sottolineando che ogni coppia è davvero un mondo a se potendo tranquillamente affermare che il successo riproduttivo può avvenire ai valori più disparati.

Generalmente i risultati migliori si ottengono, soprattutto per numero di uova deposte/schiuse a valori compresi tra: PH 5,5 - 6 / KH 0,5 - 1,5 / uS 100 – 200.

Fondamentale, prima di procedere alla modifica dei valori di partenza, è l’ambientamento  della coppia e soprattutto una corretta e regolare assunzione di cibo, nel mio caso ho mantenuto valori stabili per una settimana da quando i pesci hanno ricominciato ad alimentarsi regolarmente prima di iniziare a modificare i parametri..

 

La tecnica da me utilizzata è stata quella di abbassare di settimana in settimana gradualmente i valori sino a trovare quelli più graditi (i valori li ho modificati settimanalmente in quanto generalmente una settimana coincide  con l’ intervallo tra una deposizione  e la successiva).

Ho effettuato la discesa di valori con acqua RO arricchita di sali della “Dennerle KH – Gh+”stabulata per 24 ore con piccola pompa di movimento in bidoni da 30 litri aperti ed effettuando 2 cambi giornalieri del 10%; 5% al mattino e 5% la sera, la sera con relativa sifonatura. Ho effettuato le variazioni molto gradualmente soprattutto per quanto riguarda il PH rientrando nell’ordine massimo di 0,2 – 0,3 settimanale.

 

Valori acqua dei cambi

PH 6,2

KH 1,5

uS 80

All’interno del filtro ho posizionato 2 sacchetti di torba pari a totali gr. 1,5/litro (2 sacchetti distinti consentono, se necesario, di toglierne  1  laddove si verifichino eventuali diminuzioni rischiose di PH)

Luci molto soffuse per 12 ore giorno.

Durante questa fase ho cercato di disturbare il meno possibile la coppia e di non effettuare assolutamente interventi interni al cubo se non la giornaliera sostituzione acqua e relativa sifonatura. Alimentazione sempre abbondante come sopra descritto.

 

L’acqua di cambio l’ho sempre inserita a -2° di temperatura rispetto a quella in vasca così da ottenere un minimo sbalzo termico utile a stimolare l’inizio dei corteggiamenti.

 

Deposizione

 

Una volta raggiunti i valori ottimali ce ne accorgiamo iniziando a notare i tipici atteggiamenti del corteggiamento: vibrazioni, danze del maschio nei confronti della femmina, pulizia del substrato dove intenderanno poi deporre. Io ho utilizzato il classico cono.

Nel mio caso il corteggiamento è durato 48 ore prima della deposizione iniziata la sera un’oretta prima dello spegnimento luci e durata 45 minuti circa. Avendo avuto la fortuna d’esser presente ho spento temporaneamente il filtro in modo da eliminare qualsiasi corrente interna; di seguito il video della fase forse più bella assieme all’inizio del nuoto libero dell’intero processo riproduttivo.

 

La deposizione è avvenuta  dopo 2 settimane dal trasferimento, i valori nel cubo al momento della deposizione i seguenti:

 

PH 6,2

KH 2

uS 180

 

Video:   http://www.youtube.com/watch?v=EXOqpM8hTYs

 

La deposizione avviene sempre la sera poiché da questo momento trascorrono circa 60 ore per arrivare alla schiusa che coincide esattamente con la mattina del 3° giorno; ciò consente ai genitori di avere un’intera giornata a disposizione per assolvere l’impegnativo compito di ripulire gli avanotti appena schiusi dai resti del guscio, disinfettarli prendendoli in bocca e soprattutto trasferirli in un altro punto del cono lontani dalle uova non schiuse e ammuffite possibili causa di infezioni e danneggiamento delle codine.

 

In questa giornata ho completamente sospeso l’alimentazione riprendendola solo il giorno successivo.

Per i due giorni a seguire i genitori si son unicamente dedicati alle cure parentali, raccogliere le codine che man mano cadevano dal cono e riattaccarle assieme ai fratelli, prenderle in bocca per disinfettarle ed un paio di volte per cambiargli nuovamente posizione.

 

Video:   http://www.youtube.com/watch?v=9m26YmWfCVY

 

Durante questa fase e sino all’inizio del nuoto libero ho completamente sospeso cambi acqua e sifonature.


Gestione cubo post-deposizione 

Non ho assolutamente effettuato alcun tipo di intervento, mi son limitato a monitorare che i parametri rimanessero stabili ed ho alimentato normalmente la coppia aumentando il numero di somministrazioni giornaliere,  riducendo però le quantità così da evitare residui sul fondo con conseguente inquinamento; gli avanotti infatti son particolarmente sensibili a valori elevati di  nitrati, diciamo oltre NO3 a 15.

 

Dalla schiusa al nuoto libero 

Al terzo giorno dalla schiusa è iniziato il nuoto libero, forse la fase più bella di tutto il processo riproduttivo.

In questo momento, se tutto procede regolarmente, i piccoli avanotti cercano i genitori per attaccarvicisi iniziando ad alimentarsi del muco prodotto.

 

Nel mio caso, aimè, non è stato così, non almeno alla prima covata, infatti i piccoli non si sono attaccati ai genitori abbandonandosi sul fondo vasca con completo disinteresse da parte della coppia. L’abbandono è stato probabilmente causato dall’esiguo numero di avanotti e dal calcolo da parte dei genitori di avere un potenziale riproduttivo ben maggiore, oltre a valori ancora lontani dall’ottimale per questa coppia.

Infatti a distanza di una settimana dall’abbandono hanno rideposto un numero ben più elevato di uova della precedente, ca. 300.

Durante la settimana di intervallo ho ulteriormente ridotto i valori portandoli a:

 

PH 5,7

KH 0,6

uS 150

 

Da qui in poi proseguo raccontandovi della seconda covata.

Le uova hanno schiuso regolarmente attorno alle 60 ore dalla deposizione, dalla schiusa al nuoto libero ho mantenuto la gestione esattamente come descritto per la prima covata e regolarmente al 3° giorno è iniziato il nuoto libero; il numero di esemplari è risultato da subito molto elevato.

Con sufficiente precisione sono arrivato a contarne ca. 176 con il metodo “pennarello” (si fotografano le uova/codine/avanotti, si stampa la foto in formato A4/A3  e poi su carta si spuntano una ad una con un pennarello).

 

Video:   http://www.youtube.com/watch?v=_zGQwZq3X4Y

 

Dall’inizio del nuoto libero ho ripreso ad effettuare cambi acqua del 10% giornaliero suddivisi 5 mattino e 5 sera con relativa sifonatura.

 

Inizio alimentazione avanotti

 

Generalmente viene consigliato di lasciare che gli avanotti si cibino del muco dei genitori per i primi 10 giorni dall’inizio del nuoto libero, io ho ritenuto, visto l’alto numero di esemplari, di iniziare già dal 6°, così da non  sottoporre ad eccessivo stress e deperimento la coppia.

L’nizio della somministrazione dell’artemia viva è una fase assai delicata, infatti il filtro viene sottoposto ad un elevatissimo carico di lavoro con conseguente rischio di pericolosi crolli di PH causati dall’abbassamento del già esiguo valore di KH. 

Infatti il fitro, per far fronte al maggior lavoro a cui viene sottoposto, brucia elevate quantità di carbonati (KH) e vengono a mancare le già scarse riserve di sostanze tampone con conseguente diminuzione del PH.

Per questo motivo è fondamentale dall’inizio del nuoto libero arricchire di sali i valori in vasca aumentando i valori di KH, uS e PH effettuando graduali cambi; io ho iniziato ad effettuare i cambi ai segunti valori:

 

KH 2

uS 180

 

Da questo momento ho inoltre acceso a massima forza l’areazione tramite porosa.

Per l’alimentazione di artemia viva mi sono organizzato con 2 bottigli da 0,5 litri alternandole di 24 ore, ogni mattina in una delle due inserivo le uova da schiudere così da averne sempre pronte da somministrare. Con non pochi sforzi son quasi sempre riuscito a garantire minimo 6 somministrazioni giornaliere.

 

Un video ad 11 giorni

 

Video:   http://www.youtube.com/watch?v=T81WxJ3rpx8

 

Moria per branchiali.

 

Purtroppo ho avuto un grave problema intorno al 15° giorno dall’inizio del nuoto libero, circa una quarantina di perdite nel giro di 48 ore.

Inspiegabile inizialmente, ho pensato potesse trattarsi di selezione naturale, ma c’era qualcosa che non mi convinceva; ho notato che appena dopo la somministrazione di artemia si portavano in superficie, la livrea diventava molto chiara e nel giro di un’ora morivano.

Consigliatomi con un amico esperto del settore siamo arrivati a conclusione che si trattasse quasi certamente di problema ai branchiali, questa la soluzione:

 

Cambio 30% acqua cubo ed inserimento 2g litro sale grosso non iodato

Azionamento  porosa in vasca al massimo  e + 1°T

Cambi giornalieri successivi del 20%

 

Le morie si sono interrotte ed i valori nel cubo sono arrivati a:

 

PH 7,5

KH 4

uS 1.500…

 

Valori elevatissimi a cui gli avanotti si son adeguati senza alcun problema; da questo momento in poi non c’è più stata nemmeno 1 perdita ed i valori si sono pian piano riallineati.

 

Separazione dai genitori

 

E’ avvenuta in concomitanza al trattamento con il sale, quindi al 15° giorno dal nuoto libero; le dimensioni degli avanotti eran comunque diventate tali da doverli  separare dai genitori che iniziavano a mostrare segni di aggressività verso i figli che con sempre più insistenza cercavano di alimentarsi del muco provocando evidente stress alla coppia.

 

Video:   http://www.youtube.com/watch?v=URTE3NE1F0I

 

Integrazione alimentazione

Da questo momento, con l’ausilio di una mangiatoia automatica, ho iniziato ad alimentarli,  oltre che con l’artemia viva, anche 4 volte al giorno con mangime commerciale; dapprima con artemia liofilizzata polverizzata, in seguito ho preso tutti i mangimi a disposizione, li ho polverizzati con un tritatutto ed ho iniziato ad alimentarli con questo mix che devo dire gradiscono non poco.

 

Questo è l’ultimo video di tutti gli avanotti, 127 tutti assieme… per carenza di vasche mi son visto costretto a trasferirne 75 presso un’amico con a disposizione adeguate vasche per l’accrescimento.

 

Video:   http://www.youtube.com/watch?v=ZbwvJgGBdG8

 

Di seguito il video dei 52 selezionati che sono a tutt’oggi, ad un mese e mezzo nel cubo dove son nati.

 

Video:   http://www.youtube.com/watch?v=oRPxU1HKxIU

 

Come primo vero tentativo di riproduzione dei Discus posso ritenermi sicuramente più che soddisfatto!

Un paio di avanotti rimarranno con me ed andranno in acquario di comunità, qualcuno resterà in Lombardia da amici ed appassionati, altri ancora a Roma e Napoli. Gli altri in allevamento/negozi senza nessun fine di lucro.

 

Da settembre stò pensando di installare, oltre ai due cubi già attivi, anche  una bella vasca di accrescimento poichè nel frattempo mi si son formate altre due coppie in comunità di cui una è riuscita già a mostrarmi le codine…, quindi quest’articolo mi auguro sia solo la 1° puntata!

 

Un’ultima cosa: ormai da anni è mia abitudine utilizzare un piccolo diario dove annoto, quasi quotidianamente, tutti i valori ed i passaggi chiave della gestione delle vasche; lo ritengo uno strumento assai utile poiché è consultabile, anche a distanza di tempo, sia come ricordo che come promemoria.

 

Mi auguro abbiate gradito il mio sforzo e possa in qualche modo esservi utile, ciao e grazie a tutti.

 

 

 

Marco (TMARX ).

 

 

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Thursday 23 december 2010 4 23 /12 /Dic /2010 21:23

Alimentare i nostri  Discus

con la frutta fresca.

 

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 Ciao  a tutti, 

credo  sia di fondamentale importanza nella gestione del  nostro piccolo biotopo cercare di mantenere tutti i valori il più possibile simili ai luoghi di provenienza dei nostri piccoli ospiti.

 

Monitorare i parametri chimici dell’acqua, effettuare cambi regolari, ricostruire un habitat il più consono possibile, tutti aspetti che ogni serio appassionato dovrebbe mettere al primo posto prima di iniziare questa meravigliosa avventura e potersi definire vero acquariofilo.

 

Un aspetto essenziale credo sia proprio l’alimentazione dei nostri beniamini, a volte sottovalutato o semplicemente, e sovente per nostra comodità, semplificato in un unico barattolo di mangime…

 

Nulla di più errato, perlomeno dal mio modesto punto di vista, mai potremo trà cinque vetri anche con tutto l’impegno possibile rispondere alle esigenze alimentari come avviene in natura dove la scelta può spaziare trà migliaia di alternative, ma impegnarci un po’ di più certamente si.

 

Sfogliando le pagine di alcune delle più autorevoli pubblicazioni che trattano le abitudini naturali dei Discus, mi son reso conto che in natura questo  fabbisogno alimentare viene soddisfatto in buona parte proprio con l’apporto di frutta marcescente caduta in acqua dagli alberi sovrastanti soprattutto nel periodo pre-riproduttivo dove gli animali han bisogno del massimo apporto energetico.

 

Eccovi alcune trà le varietà di cui si ciba il Discus in natura:

 

Mauritia Flexuosa (frutta)

Smilax Walteri (frutta)

Licania SPP (Acarà Acu)

Piranhtea Trifoliata (frutta)

Hevea Spruceana (frutta)

Lecythis Pisonis (frutta)

Mirciaria Dubia (Camu Camu) (fogliame)

 

I frutti essendo molto ricchi di fibre hanno inoltre una funzione molto particolare, infatti svuotano l’intestino da tutti i resti di altri alimenti che potrebbero esser causa di problemi intestinali. 

Nella frutta e vegetali in genere sono inoltre presenti i carboidrati ed il loro utilizzo è consigliato poiché molto  ricchi di cellulosa principale artefice della stimolazione intestinale di tutti i grossi ciclidi. Per cui è molto importante che la dieta per i Discus non sia solo a base di mangimi polverizzati ma anche una buona parte di frutta e vegetali tagliuzzati in dimensioni tali  da poter esser assunti senza problemi dai pesci. Trà i vegetali la migliore è la zucchina sbollentata e somministrata a rondelle.

Di seguito vi riporto  il link sull’intervista ad Heiko Bleher che potete leggere sul forum in cui è spiegato in maniera molto esustiva tale fenomeno.

 

link

 

Da qui anni fa l’idea di provare anch’io a somministrare frutta fresca ai miei Discus; vista la chiara impossibilità di reperire i frutti di origine, ho cercato quelli nostrani che più si avvicinano come caratteristiche; eccovi un rapido elenco:

 

Melone

Ricchissimo di sali (è il frutto fresco che contiene più potassio), il melone ha anche la particolarità di contenere contemporaneamente un’alta quantità di vitamina A e un’eccellente quota di vitamina C, ricco di fibre.

 

Pesca

Ricchissima di potassio; sodio, ferro, calcio  e fosforo. Sono presenti le vitamine A, B, C (presente in modo abbondante), E e K. Altissima presenza di fibre alimentari, proteine, zuccheri semplici, lipidi e glucidi.

 

Albicocca

Ricca di magnesio, fosforo, ferro, calcio, potassio, sono presenti la vitamina B, C, PP, ma soprattutto di carotenoidi, precursori della vitamina  A

 

Ciliegie

Contengono molto potassio e discrete quantità di vitamina A e C, calcio, fosforo e fibre alimentari.

Ricche di flavonoidi dalle ampie proprietà antiossidanti.

 

Mela

Sono presenti proteine, grassi, zuccheri di diverso tipo, tra cui fruttosio, glucosio, e saccarosio, fibre, sali minerali La mela è ricca di vitamine: C, PP, B1; B2, A,

 

Pera

Ricca di zuccheri naturali, un'ottima fonte di fibra naturale, ricca di vitamina C.

 

Come noterete in tutti i frutti son presenti in abbondanza vitamine ma soprattutto fibre.

 

Oltre alla frutta saltuariamente somministro anche un po’ di zucchina semi-lessata anche se, sia ben inteso,  l’alimentazione base è affidata a preparati commerciali, frutta e zucchina solo un paio di volte a settimana per integrare la dieta.

 

All’inizio, e per chi conosce un minimo i Discus capirà, come tutti i nuovi cibi anche la frutta viene snobbata ma poi, con un minimo di pazienza e furbizia si riuscirà sicuramente a fargliela accettare.

 

In base alla stagione la frutta da me utilizzata  in ordine di gradimento è:

 

Periodo estivo: melone – pesca – albicocche – ciliegie

 

Periodo invernale: Pera  - mela

 

Noterete come, ciliegie a parte, tutta la frutta menzionata  ha una consistenza molto “polposa”.

 

Preparazione.

 

Intanto vi mostro la procedura base per la preparazione, in questo caso avevo a casa una pesca. Importante che sia più matura possibile, se al limite della commestibilità umana ancora meglio.

 

 

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Tagliarne un pezzettino possibilmente la parte più matura,  meglio se un po’ marcia.

 

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Togliere la pelle (anche se sarebbe meglio tritarla finemente ed inserila)

 

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Con l’ausilio di un coltellino sminuzzare abbastanza bene la polpa creando una sorta di pappetta (molto importante non perdere i liquidi che ne usciranno)

Questa sotto è la base frutta; una volta abituati potremo somministrare anche unicamente questa.

 

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Posizionare il tutto in un bicchierino e lasciar riposare. (nell’immagine sotto la base

frutta è mescolata a chironomus).

 

 

  

E qui si seguito (dopo la spesa al supermercato…) una variante con il melone, la prima foto la pappetta base, la seconda mescolato con artemia liofilizzata.

 


               7.JPG

 

               8.JPG

 

 

Prime sommnistrazioni.

 

Vista la quasi certa difficoltà nel riuscire a fare accettare da subito la nuova alimentazione partirò citando le due furbizie (normalissime tecniche utilizzate un po’ da tutti per abituarli a nuovi cibi) che ho seguito per arrivare poi al successo della somministrazione della sola frutta.

 

Ci vuol tanta pazienza… ma per dei Discus belli e sani si fa questo e altro vero…?

 

Una volta creata la base frutta aggiungere un po’ di granulato, lasciar riposare un paio d’ore e somministrare

Stesso procedimento sopradescritto ma sostituire il granulato con chironomus/tubifex/artemia tagliuzzato se fresco o solo inserito se liofilizzato oppure il cibo a loro preferito.

 

Volendo si può integrare con qualche goccia di vitamine.

 

Le prime volte consigliabile somministrarlo nel momento in cui vengono alimentati con il loro pasto principale generalmente la sera al rientro a casa.

 

Personalmente non seguo una regola fissa di somministrazione, diciamo che però un paio di volte a settimana una volta al giorno vengono alimentati in questo modo.

 

Spero d’esser stato sufficientemente chiaro e sintetico e possa servirvi come spunto; vi auguro molte soddisfazioni in quest’hobby ineguagliabile.

 

Ciao Marco. (Tmarx)

 

Articolo pubblicato su "il Venerdi di Repubblica"

 

 


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